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23/1/2013
ARENA E LA FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO ANNUNCIANO UN ACCORDO DI SPONSORIZZAZIONE DI QUATTRO ANNI

Tolentino, 23 gennaio 2013 – Arena, azienda di livello internazionale nel settore swimwear, e la Federazione Italiana Nuoto annunciano la stipula di un accordo di sponsorizzazione della durata di quattro anni.

La nuova partnership, in vigore dal mese di gennaio 2013 sino al 31 dicembre 2016, prevede il ruolo di Arena in veste di sponsor tecnico esclusivo delle Squadre Nazionali di Nuoto, Pallanuoto, Tuffi, Nuoto sincronizzato, Nuoto in acque libere e Nuoto per salvamento, nonché del Gruppo Ufficiali Gara.

"La Federazione Italiana Nuoto ha apprezzato particolarmente l'interesse mostrato da Arena, azienda leader del movimento acquatico – dichiara Paolo Barelli, Presidente della Federazione Italiana Nuoto-. “Abbiamo affiancato l'azienda di Tolentino per quasi dieci anni dei suoi 40 di attività, constatandone l'eccellenza professionale e l'interazione a livello mondiale: garanzie di qualità e affidabilità. Con questa partnership torniamo dopo quattro anni nel Team Arena al fianco di Nazioni prestigiose, pronti ad offrire il nostro contributo per accrescere ulteriormente un sistema già virtuoso con i nostri campioni, vertici di un movimento che conta oltre 1.500.000 di atleti tesserati per le società e per le scuole nuoto federali e 5.000.000 di praticanti. Colgo l'occasione per ringraziare Jaked, già fornitore ufficiale delle Squadre Nazionali, e gli sponsor tecnici Yamamay e Carpisa, per il supporto e il contributo ricevuto in quattro anni di successi”.

L'accordo - che prevede sinergie per la promozione e la diffusione delle discipline acquatiche sul territorio nazionale, anche attraverso un'ampia attività congiunta di marketing e comunicazione - ripristina un connubio rivelatosi vincente per due quadrienni, sino alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino 2008.

“Siamo davvero orgogliosi dell’ accordo siglato con la Fin sino al 2016, che oltretutto arriva in un momento storico importantissimo per Arena – afferma Cristiano Portas, CEO del Gruppo Arena-. “Alle Olimpiadi di Londra abbiamo infatti ottenuto il miglior risultato di sempre in termini di medaglie vinte da Federazioni e atleti da noi sponsorizzati. Inoltre, la nostra ultima creazione nei costumi da gara, POWERSKIN Carbon-Pro, ha ottenuto un consenso generale ed un successo talmente ampio da essere identificato come simbolo "dei colori della vittoria". L’accordo con la FIN arriva nel 40° anniversario di Arena, siamo convinti che la partnership tecnica e di comunicazione contribuirà fortemente alla crescita del movimento del nuoto e degli sport acquatici in Italia, avvicinando tanti giovani talentuosi a queste fantastiche discipline acquatiche. Il sodalizio con la FIN è la naturale evoluzione di una lunga storia che ha regalato negli ultimi 30 anni, tantissimi successi al nuoto e agli sport acquatici italiani. Oggi Arena, uno dei leader mondiali nel mercato dei prodotti destinati agli sport acquatici, è in grado di offrire alla FIN materiale tecnico di qualità superiore, garantendone la costante evoluzione, grazie al lavoro svolto dal reparto di Ricerca e sviluppo, in collaborazione con un network di Istituti Scientifici a livello mondiale."

L’intesa è stata raggiunta nel comune intento di sostenere a vari livelli lo sviluppo e la crescita degli sport acquatici in Italia, a partire dalle categorie esordienti sino agli atleti di punta del Paese.

“È grande la soddisfazione con cui annunciamo che dopo 4 anni Arena torna ad essere lo sponsor ufficiale ed il partner tecnico della Federazione Italiana Nuoto – afferma Enrico Maria Tricarico, Direttore Generale di Arena Italia-. “Ad oggi siamo sponsor di 15 tra le migliori Federazioni nel mondo e, come recentemente annunciato, della Federazione Nuoto USA, ma, per una grande azienda Italiana, essere lo sponsor della Federazione del proprio paese è un traguardo che va molto oltre il mero significato economico. Questa nuova intesa ci lancia una altrettanto nuova sfida, ovvero essere un partner di prestigio per promuovere in Italia le maggiori discipline sportive acquatiche facendo crescere il movimento di appassionati e tesserati ed il ritorno di Arena nel presidio delle piscine sarà il primo passo in questa direzione. Il successo di Arena, in questi quaranta anni, è il risultato delle vittorie conseguite da grandi campioni che hanno scelto e scelgono di indossare i nostri prodotti sempre più performanti, cosi come della fiducia accordata dagli appassionati che, numerosi, ogni giorno svolgono attività in acqua scegliendo il nostro brand”.

“E’ un accordo che rinnova la collaborazione di Arena Italia con la Federazione Italiana Nuoto che vanta una lunga tradizione - afferma Antonello Panza, Segretario Generale della FIN - che ha già visto in passato questa importante azienda impegnata a sostenere l’attività delle nostre Squadre Nazionali. Sono convinto che il nuovo accordo, che si pone tra l’altro il condiviso obiettivo di promuovere la diffusione delle nostre discipline sportive, rappresenterà un valore aggiunto per affrontare il lavoro che attende la Federazione per il nuovo quadriennio olimpico. Non posso concludere senza esprimere un apprezzamento e un ringraziamento a Jaked, Yamamay e Carpisa per il sostegno dato alle attività federali in questi ultimi anni”.

Arena

Dal 1973, Arena crea e commercializza prodotti waterwear per nuotatori professionisti e per appassionati di nuoto ed è riconosciuto come uno dei principali brand per l’alta qualità dei costumi e degli accessori. Nei suoi 40 anni di attività, l’azienda ha maturato una forte competenza nello sviluppo di prodotti “best in class” con particolare attenzione al segmento Pool e una progressiva espansione nel segmento Leisure/Beach. Oggi Arena opera con consociate in Italia, dove è leader assoluto del mercato Pool, Francia, Germania e USA e attraverso un network di distributori e licenziatari in tutto il mondo. Il brand Arena è presente in 106 paesi al mondo, 95 dei quali sono gestiti direttamente dal Gruppo Arena (5 attraverso consociate e 90 attraverso licenziatari e distributori), mentre nel Far East (11 paesi) il brand è gestito dal Gruppo Descente. Il legame genuino tra Arena e il mondo dello sport, e in particolare delle competizioni di nuoto, viene potenziato dalle attività di sponsorizzazione a diversi livelli, compresi i corpi governativi, le Federazioni nazionali, gli atleti e i club.

Storia della Fin e delle sue discipline

Per risalire alla nascita della Federazione Italiana Nuoto bisogna tornare all'inizio del secolo precedente, ovvero all'epoca delle Rari Nantes: prime associazioni di nuotatori. Il 14 agosto 1899, a Como, per volere di Achille Santoni (che ne sarà il primo presidente) nasce la Federazione Italiana Rari Nantes (FIRN), dalle cui spoglie molto più tardi (bisognerà aspettare il 1930), sotto la spinta del Partito Fascista, nascerà la Federazione Italiana Nuoto (FIN).Il 23 maggio 1900 viene emanato il primo Statuto Federale.

Agli inizi degli anni venti, la FIRN, subisce una nuova variazione. Per distinguersi dalle varie Rari Nantes che crescevano nel numero con grande rapidità, la Federazione modifica la propria ragione sociale per diventare un "Ente Morale".Nel 1930, con la nomina a Presidente di Leandro Arpinati, dopo una sola settimana dall'insediamento, viene cambiata la dicitura della Federazione: non più Federazione Italiana Rari Nantes, bensì la più moderna e ancora attuale Federazione Italiana Nuoto.Primi risultati di rilievo per l'attività agonistica della FIN sono quelli ottenuti da Carlo Dibiasi alle Olimpiadi di Berlino '36 nei tuffi. Lo stesso anno invece, dal punto di vista istituzionale, la Società Italiana di Salvamento converge nella FIN andando a creare la sua sezione di Salvamento.I risultati davvero rilevanti dal punto di vista agonistico, arrivano dal 1948 in poi. Durante le Olimpiadi di Londra '48 gli italiani della pallanuoto conquistano il primo oro olimpico con il "Settebello", mentre agli Europei di Vienna del 1950 si evidenzia il giovane Carlo Perdersoli (che ben presto si farà conoscere dal grande pubblico con il nome di Bud Spencer per le sue doti di attore) che risulterà essere il primo italiano a scendere sotto la soglia del minuto nei 100 stile libero.L'improvviso boom del nuoto spinse il vice-segretario del Coni Mario Saini a introdurre una importante innovazione: i Centri di Addestramento al Nuoto i cui benefici si noteranno per decenni. Intanto ci si avvicina ai Giochi Olimpici di Roma del 1960 così, in vista di tale evento, si apportano notevoli migliorie. In primo luogo la FIN, che fino a quel momento aveva sede a Milano, viene trasferita a Roma; in secondo luogo si completano opere strutturali di grande importanza quali lo Stadio del Nuoto inaugurato nel 1959 attraverso un torneo internazionale di nuoto, pallanuoto e tuffi. Il 1966 si apre con la più grande tragedia del nuoto italiano: Bruno Bianchi, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Dino Rora, Carmen Longo, Luciana Massenzi, Daniela Samuele, l'allenatore Paolo Costoli e il telecronista Nico Sapio, muoiono in un incidente aereo il 28 gennaio, a Brema, dove erano attesi per un meeting internazionale. Fino agli anni Ottanta, il palcoscenico sarà dominato dalle stelle dei tuffi con il leggendario Klaus Dibiasi - vincitore di cinque medaglie olimpiche di cui tre d'oro dalla piattaforma nel 1968, '72 e '76 - e Giorgio Cagnotto. Nel nuoto, invece, spiccano le imprese della giovanissima Novella Calligaris - tre medaglie olimpiche, primatista e campionessa del mondo degli 800 stile libero nel 1973 - e della staffetta 4x100 stile libero composta dal poker d'assi Pangaro-Barelli-Zei-Guarducci che nel 1975 conquistarono la prima medaglia del nuoto italiano maschile nella storia dei Mondiali: bronzo. Gli anni d'oro della Federazione Italiana Nuoto sono quelli che vanno dal 1980 al 2004. A metà anni ottanta si fanno largo atleti del calibro di Stefano Battistelli, bronzo olimpico nei 400 misti nel 1988 e nei 200 dorso nel 1992, Giorgio Lamberti, campione del mondo e recordman nei 200 stile libero nel 1991, e Luca Sacchi, bronzo nei 400 misti alle Olimpiadi del 1992. Periodo caratterizzato anche da un gruppo di ragazze: Dalla Valle, Tocchini, Felotti, Carosi e Persi. Nel frattempo cresce il mito del Settebello di Ratko Rudic, autore del Grande Slam tra cui spicca l'oro conquistato alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 battendo in finale la Spagna con un gol di Gandolfi nel settimo tempo supplementare. Il tempo scorre e non solo cronologicamente. Inevitabile il ricambio generazionale soprattutto nel nuoto che è affidato alle cure del CT Alberto Castagnetti. Ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996, dove l'unico italiano a mettersi in evidenza era stato Emanuele Merisi strappando un bronzo nei 200 dorso, emergono i talenti dei giovani Massimiliano Rosolino ed Emiliano Brembilla che, pur non riuscendo a raggiungere il podio, migliorano le prestazioni personali alimentando così grosse aspettative per il futuro. Le Olimpiade di Sydney sono lontane quattro anni e ci si arriverà con la Federnuoto commissariata e l'ex Vice Presidente Paolo Barelli in pole position per la futura Presidenza. In vasca le aspettative del nuoto italiano si concretizzano. Domenico Fioravanti conquista il primo oro individuale del nuoto italiano nei 100 rana, e poi vincendo i 200 con Davide Rummolo di bronzo diventa l'unico atleta della storia imporsi nei 100 e 200 rana nella stessa edizione olimpica (ci riuscirà poi il giapponese Kosuke Kitajima ad Atene 2004); Rosolino vince i 200 misti e chiude con l'argento i 400 stile libero e con il bronzo i 200 stile libero. E' l'apoteosi. L'effetto Sydney continua a lungo. Fioravanti e Rosolino sono popolarissimi, al centro delle attenzioni dei media e degli appassionati come dimostra un sondaggio del quotidiano sportivo "La Gazzetta dello Sport": Rosolino spicca al secondo posto nella classifica degli atleti più amati d'Italia alle spalle solo del "fenomeno" Valentino Rossi. Dopo di lui Varenne e altri due nuotatori, Alessio Boggiatto e Viola Valli, prima tra le donne. Intanto il 15 ottobre 2000, a Rimini, viene eletto Presidente della FIN con maggioranza schiacciante Paolo Barelli. Il nuovo Presidente è il primo che presenti un passato agonistico di alto livello. La sua presidenza è ricca di trionfi agonistici e sociali con il ruolo del Salvamento prevalente nell'opera di diffusione della cultura dell'acqua. Dalla fine del 2003 il passo verso le Olimpiadi di Atene 2004 è molto breve. L'Italia delle piscine fa comunque la propria parte in tutte le discipline. Nella pallanuoto il Setterosa di Pierluigi Formiconi conquista l'oro che segue quattro successi europei e due mondiali ottenuti negli ultimi dieci anni; mentre nel nuoto Federica Pellegrini conquista l'argento nei 200 stile libero e la staffetta 4x200 si tinge di bronzo con Simone Cercato, Filippo Magnini, Emiliano Brembilla e Massimiliano Rosolino. Ancora emozioni, per la prima volta di medaglie storiche, mai festeggiate prima. Sul fronte federale, a Roma il 23 ottobre 2004, Paolo Barelli è confermato presidente con una maggioranza che supera il 90% di consensi per vivere insieme altri quattro anni di successi.

Quadriennio olimpico conclusosi a Pechino 2008, il secondo della gestione Barelli, con grandi successi agonistici e di rilevanti soddisfazioni nella promozione della cultura dell'acqua.

L'oro, il primo olimpico femminile del nuoto italiano, di Federica Pellegrini nei 200 stile libero con il record mondiale e l'argento di Alessia Filippi negli 800 sono stati gli acuti dell'Olimpiade cinese ma altrettanto importanti sono le 18 medaglie mondiali tra Montreal 2005 e Melbourne e Napoli 2007 con il doppio titolo iridato di Filippo Magnini grande protagonista e le 42 medaglie europee conquistate a Budapest/Belgrado 2006 ed a Eindhoven 2008 con l'oro negli 800 s.l. della Filippi, il primo continentale del nuoto in rosa, e il doppio trionfo della staffetta maschile 4x200 ad illuminare la scena assieme ai primi posti di Terrin nei 50 rana, di Magnini nei 100 s.l. e della 4x100 s.l. nel 2006, della Pellegrini nei 400 s.l. e della Cagnotto nella piattaforma. Le stelle azzurre rappresentano, peraltro, la punta di un movimento che è cresciuto nel quadriennio sino a sfiorare i sei milioni di praticanti del 2008 che testimoniano a sufficienza la diffusione dello sport dell'acqua che sta diventando parte importante della cultura sportiva del Paese. L'Assemblea Ordinaria della Federazione Italiana Nuoto, riunitasi a Roma il 18 ottobre 2008, ha poi rinnovato la piena fiducia al Presidente Paolo Barelli, al suo terzo mandato dopo quelli del quadriennio 2000-2004 e 2004-2008, con il 95,45% dei consensi. I mondiali di Roma 2009 continuano il trend di sviluppo, cominciato dieci anni prima a Sydney, con 10 medaglie in una manifestazione record per partecipanti e per primati mondiali a testimonianza della grande qualità dei valori in acqua. I due ori della Pellegrini e l'oro e il bronzo della Filippi testimoniano lo standard internazionale massimo raggiunto dal nuoto femminile. In evidenza anche il fondo con l'oro di Cleri e i bronzi della Grimaldi e della Vitale. Argento (assieme alla Dallapè) e bronzo per la Cagnotto nei tuffi. "Storica" prima medaglia nel sincro con il bronzo della Adelizzi.

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